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Così mi hanno detto – terza parte

Smentite e correzioni

“Voce dal sen fuggita, più richiamar non vale”: me lo sentivo ripetere spesso, da bambino, quando mi “scappava detto” qualcosa e poi cercavo di rimediare in qualche modo. Era una citazione inesatta e parziale di una strofa di Ipermestra del Metastasio:

Voce dal sen fuggita
Poi richiamar non vale;
Non si trattien lo strale
Quando dall’arco uscì.

All’epoca – sono nato nella prima metà del secolo scorso – la parola data era considerata molto importante. Nei mercati, un accordo verbale sancito da una stretta di mano valeva come impegno per una compravendita anche di valore rilevante: così passavano di proprietà capi di bestiame, grossi quantitativi di prodotti agricoli, e così via. Le interrogazioni scolastiche, sin dalla scuola elementare, imponevano di stare bene attenti e pensare prima di aprire bocca.

Ora sento uomini politici e persone importanti (o ritenute tali) che sparano sciocchezze o cattiverie e oltre tutto le diffondono “twittando” o “postando” sulle varie reti sociali. Salvo poi arrampicarsi sugli specchi per far credere di essere stati fraintesi, oppure per cercare di ritrattarle. Eh, no, cari signori: quel che è detto è detto e se avete scagliato una freccia che ha ferito qualcuno, il danno è fatto.

Adattabilità

“Mio padre è la persona più adattabile che io conosca”. Così ha detto una mia figlia a una persona che mi avrebbe poi ospitato per alcuni giorni il mese scorso. Quando mi ha riferito questo, mi ha fatto molto piacere. Per carattere, ma anche per avere viaggiato moltissimo in condizioni non sempre ottimali, ho imparato che la cosa migliore è accogliere le circostanze per quanto di buono hanno da offrirti senza stare a pensare a ciò che sarebbe desiderabile.  Sono irremovibile solo di fronte a eventi del tutto inaccettabili, anche a costo di dare una svolta alla mia vita.

Faccio la psicologa…

Così ha scritto oggi mia figlia Chiara su Facebook:

“1. Faccio la psicologa, non la chiaroveggente. Significa che non posso sapere le cose se non mi vengono dette, o se non le vedo.
2. Faccio la psicologa, quindi so razionalizzare… non sono un robot privo di emozioni immune alla rabbia, al dolore, al risentimento. Io con le emozioni ci lavoro, se non le provassi non avrebbe alcun senso.
3. Faccio la psicologa, non sono in possesso di tecniche segrete per far fare agli altri quello che voglio io.
4. Faccio la psicologa, non l’insegnante, il direttore spirituale o il life-coach… non insegno niente e non do lezioni di vita a nessuno, credo che ognuno debba trovare la propria strada e le proprie risposte dentro di sé.
5. Faccio la psicologa, quindi ho un’ottima memoria, mi ricordo cosa mi viene detto e sono abituata a rilevare le discrepanze tra quello che sento e quello che vedo. E’ così che posso aiutare i miei pazienti a fare chiarezza.
6. I miei strumenti sono le mie orecchie, i miei occhi, la mia sensibilità e il mio cervello. Non ho filtri, bacchette, pozioni magiche di alcun genere.
7. So che il gruppo, la famiglia, la coppia, la classe ecc. sono più che una somma di individui e hanno dinamiche proprie. Tutti i partecipanti, compreso lo psicologo, concorrono al fallimento e al successo delle relazioni.

Ispirato da un discorso con una collega.”

Sono riflessioni che sottopongo all’attenzione dei miei colleghi insegnanti.

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