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Monthly Archives: luglio 2015

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“Poveri studenti!” – così mi disse…

Mi ero ripromesso di non farlo mai più ma ci sono ricascato. Qual è stato l’errore? Intervenire su Facebook su un argomento che mi riguarda professionalmente, ossia le lingue e l’inglese in particolare. Quando qualcuno ha scritto che Renzi si era inventato la pronuncia inglese di Michelangelo ho risposto, citando anche un dizionario della pronuncia, che tra tanti sbagli e storpiature quella non lo era più di tanto, perché in lingua inglese in effetti si dice (e a volte si scrive) Michael Angelo. Ho sostenuto anche, ma come opinione personale, che Renzi avrebbe fatto meglio a servirsi di un interprete, ma avendo scelto l’inglese era corretto che si esprimesse nel modo più comprensibile per chi lo ascoltava, senza mischiare parole italiane tra quelle inglesi, come invece sostenevano altri.

E’ successo quello che dovevo aspettarmi: accuse di supponenza, di arroganza, ecc. Quello che mi ha colpito è che un tale ha scritto qualcosa come “poveretti i tuoi studenti!” non rendendosi conto che chi va a scuola ci va per imparare ed ESIGE che chi si mette in cattedra ne sappia molto più di lui. Molti di coloro che scrivono su Facebook pretendono invece di abbassare tutti al loro stesso livello, qualunque esso sia, e reagiscono male se si accorgono che chi li contraddice ha argomenti seri e pareri qualificati.

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Troppo facile

Era il 1964 e me lo ricordo benissimo. Avevo tutte classi nuove, nella scuola media in cui ero arrivato. Una era la seconda femminile. Il primo compito in classe lo diedi molto facile perché per me era importante capire chi fossero le ragazze con lacune o problemi, non le prime della classe. Ad alcune che avevano fatto tutto giusto mi sembrò doveroso dare 10. Al primo ricevimento dei genitori, una madre mi ringraziò perché quel 10 per sua figlia era stata un’iniezione di fiducia, un incentivo a studiare inglese con più voglia e impegno. Un’altra mamma mi “sgridò” (garbatamente, peraltro) perché sua figlia era una pigrona e con quel voto si sarebbe sentita autorizzata a impegnarsi ben poco. Avevano ragione entrambe, naturalmente (un po’ di ragione però l’avevo anch’io…). Giusto per dire che sarebbe troppo facile fare scuola se ci fossero ricette valide per tutti in ogni occasione.