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New burocratese

Ho sentito un’intervista in cui il Presidente della Crusca accennava alla necessità di evitare un nuovo burocratese basato sull’inglese e ha dato come esempio la parola “caregiver”. L’ho scoperta l’anno scorso quando un ospedale ha dimesso mia moglie, non più autosufficiente, e io sono stato designato come tale nei suoi riguardi. Mi ero qualificato come “marito” (lo sono da 50 anni!) ma a quanto pare parole come “famiglia, marito, moglie” hanno perso valore e significato e allora per sostituirle ci si arrampica sui mirrors.

Inoltre, la parola “caregiver” l’ho sentita pronunciare spesso come “cargiver” – colui che non fornisce assistenza ma automobili. 🙄

Vecchi sovranismi

Non mi era mai successo di smettere di leggere un libro dopo la prima riga e proprio a causa della prima riga. La frase incriminata incomincia con “L’arte di narrare è un’arte essenzialmente *** ”

Al posto degli asterischi metteteci un aggettivo di nazionalità. Avete pensato a “italiana” avendo in mente i nostri novellieri, da Basile, Bandello o Boccaccio e via elencando, fino a Verga e, perché no, Rodari? Oppure avete detto “araba” pensando alle Mille e una notte? O magari “irlandese”, per le innumerevoli leggende celtiche di quella tradizione? Oppure “tedesca, russa, spagnola” per analoghi motivi? Sbagliato.

Secondo il prefatore delle Lettres de mon Moulin di A. Daudet, la risposta giusta è “francese”. Come molte edizioni vecchie, il libro non reca alcuna data di stampa ma la sua provenienza nella mia biblioteca lo colloca a circa un secolo fa e la sola datazione riguarda la prima edizione dell’opera (1869).

Chissà, forse leggerò ugualmente le Lettres, però saltando a pie’ pari la Introduction, esempio lampante di sciovinismo francese.

Un altro venerdì 17 gennaio

Del primo venerdì 17 gennaio parlo qui: https://deiporcellinonsibuttaniente.wordpress.com/2014/01/16/venerdi-17/?fbclid=IwAR1Ixs8I5uOx5dJPGxosKtO9Aiz7eE6TbyewrpAzqPTUtcr1HnC1uOQr_HE . Ma anche ieri, 17/01/2020 (e ancora di venerdì pomeriggio), per me è stato un momento importante e felice. Ha ripreso vita e vigore la Sezione ANILS di Milano con un incontro di formazione ottimamente organizzato da Silvia Gilardoni e che ha visto una notevole partecipazione di colleghi attratti dalla presenza di relatori come Maria Cecilia Luise e Paolo Balboni.

Prima dell’inizio dei lavori, mi saluta una mia laureata e mi dice: “dopo la laurea sono venuta nel suo studio e le ho chiesto un consiglio a proposito di un concorso per insegnanti che era appena stato bandito. Lei mi ha detto di iscrivermi. L’ho fatto, l’ho superato e da trent’anni sono felice di essere una professoressa di inglese.”

Non si butta niente?

Magari qualcosa da buttare ci sarebbe – il mio primo articolo risale a quasi 50 anni fa e altre cose sono “datate”. In ogni caso, siccome le ho messe sul mio sito in libero accesso, ne do anche qui l’elenco:

Volumi

accessibili dalla pagina www.gporcelli.it/libri/libri.htm

1975: Il Language Testing. Problemi e tecnicheLa versione pdf.

1992: Educazione linguistica e valutazioneLa versione doc. – La versione pdf.

1994: Principi di glottodidatticaLa versione pdf.

1994: (con Bona Cambiaghi) L’insegnamento della lingua straniera nei primi due anni della scuola secondaria superioreLa versione pdf.

1997: Appunti per il corso di Lingua Inglese con A. M. Caimi e C. Uccellino. La versione in inglese tratta dal CD.

2002: Grammatica ipertestuale della lingua inglese. La versione Web tratta dal CD ora è accessibile qui.

2004: Comunicare in lingua straniera: il lessicoIl sommario online e i file doc. – La versione pdf.

 Il volume Multimedialità e Insegnamenti Linguistici, 1999, con Roberto Dolci, è ora accessibile online su Academia: https://www.academia.edu/29326801/Multimedialit%C3%A0_ed_Insegnamenti_Linguistici .

Saggi e articoli:

accessibili qui: www.gporcelli.it/articoli/articoli.htm

1971 “Appunti sul testing”, in Lingua e Civiltà, a. IV, n. 1, febbraio 1971, pp. 7-9.Leggi – Scarica file di Word e in formato PDF. È in assoluto la prima pubblicazione che ho avuto il coraggio di fare ed è anche tra i primissimi lavori sul Language Testing in italiano.

1972 “Obiettivi comportamentistici nello studio delle lingue”, in Lingua e Civiltà, a. V, n. 2, maggio 1972, pp. 15-19. Leggi – Scarica file di Word e in formato PDF. E’ il primo di due miei interventi sui behavioural objectives, scritto quando nessuno ne aveva ancora parlato in Italia.

1979 “Sperimentazione e testing”, in Lingue e Didattica, a. X, n. 36, aprile 1979, pp. 24-29.Leggi – Scarica file di Word e in formato PDF. L’articolo si riferisce ad alcune questioni di metodo legate agli inizi del Progetto ILSSE.

1982 “Orientamenti attuali nella verifica dell’apprendimento delle lingue straniere”, in L. SORIANI CUCCHI (a cura di), Insegnare la lingua: verifica e valutazione, Milano, Bruno Mondadori, 1982, pp. 72-106. Leggi – Scarica file di Word e in formato PDF. Un corposo aggiornamento al volume sul Language Testing del 1975 e poi ampliato nel libro sulla valutazione del 1992 (entrambi i libri sono reperibili su questo sito accedendo a questa pagina).

1982 “The Role of Translation in Testing English for Academic Purposes”, in L. HAARMAN DI FEDERICO (a cura di), Testing English for Academic Purposes, Camerino, Istituto di Studi Linguistici, 1982, pp. 95-102.Leggi – Scarica file di Word e in formato PDF. E’ il mio intervento a un Seminario sugli esami di lingue a Scienze Politiche.

1985 “The Role of Behavioural Objectives in Foreign Language Teaching”, in Perspectives, Roma, ATESI-Bulzoni, v. V, n. 2, April 1982, pp. 28-39.Leggi – Scarica file di Word e in formato PDF.

1985 “Il testing in un approccio comunicativo alle lingue estere”, in Scuola e Lingue Moderne, a. XXIII, n. 4, aprile 1985, pp. 73-79.Leggi – Scarica file di Word e in formato PDF. Approccio comunicativo e prospettive di uso del computer dal punto di vista del Language Testing.

1989-91 “Capacità di sintesi” e “Scuola difficile e scuola seria”, due articoli comparsi su Scuola e Lingue Moderne (1989 e 1991) che hanno suscitato una controversia tra i lettori. Leggi – Scarica file di Word e in formato PDF.

1990 “DALLA LINGUA COMUNE ALLE MICROLINGUE”
da: PORCELLI G., CAMBIAGHI B., JULLION M.-C., CAIMI VALENTINI A., Le lingue di specializzazione e il loro insegnamento. Problemi teorici e orientamenti didattici, Vita e Pensiero, Milano 1990, pp. 1-71. Visualizza o scarica il testo in formato pdf

1993 “Questioni di metaglottodidattica”, in L’analisi linguistica e letteraria, 1, 1, 1993, pp. 175-194.Scarica file di Word e in formato PDF.

1993 “Il modale inglese should in un testo di Glottodidattica”, in L’analisi linguistica e letteraria, 1, 2, 1993, pp. 409-431.Scarica file di Word e in formato PDF.

1994 “E.W. Stevick e la glottodidattica umanistica”, in L’analisi linguistica e letteraria, 2, 3, 1994, pp. 103-145.Leggi – Scarica file di Word e in formato PDF.

1994 “Elogio della spannometria”, in Scuola e Lingue Moderne, a. XXXII, n. 9, Dicembre 1994, pp. 259-260. Leggi – Scarica file di Word e in formato PDF. Una breve riflessione sul carico di lavoro degli insegnanti connesso con l’attività di valutazione.

2006 Un breve scritto sulla formazione blendedLeggi – Scarica file in formato pdf.

2006 “The Language of Technology: the Lighter Side”, in Vincent J. (a cura di), English in Technology, numero monografico di ‘Anglistica’, vol. 10 (2006) nn. 1-2, pp. 135-148. Scarica file di Word e in formato PDF.

2008 “The fall and rise of translation as a teaching technique”, in Iamartino G., Maggioni M. L., Facchinetti R. (eds.), 2008, Thou sittest at another boke. English studies in honour of Domenico Pezzini, Polimetrica, Monza, pp. 171-183. Scarica file in formato PDF.

2019 “FACEBOOK dal punto di vista di un insegnante in pensione” accessibile qui

“Progetti” e raccolte di materiali

Sweeney’s English. Lingua inglese per italofoni http://www.gporcelli.it/Sweeney/index.htm

Italian after English http://www.gporcelli.it/ITaEN/homeit.htm

Dizionario italglese (prestiti e falsi amici) http://www.gporcelli.it/Jdi/jhome.htm

Una raccolta di esercizi e test http://www.gporcelli.it/aiTest.htm e una pagina che rinvia ad alcuni materiali sul Language Testing www.gporcelli.it/portent/LTeV.htm

Thanksgiving (2)

Cinque anni fa il capitano Samantha Cristoforetti era a bordo della Stazione Spaziale Internazionale e il comandante della spedizione, un americano, dedicò un po’ di tempo a commemorare la festività del Ringraziamento, ricordandone il significato e concludendo con una breve preghiera.

La cosa venne commentata negativamente da molti – forse gli stessi che avevano notato con fastidio la vistosa presenza di icone cristiane ortodosse portate in orbita dagli astronauti russi.

L’idea che le massime espressioni della scienza e della tecnologia siano atee è una falsa nozione che una certa pseudocultura laicista ama diffondere e ribadire. Margherita Hack, che cito volentieri perché non sospettabile di bigottismo ma anzi atea militante, affermava “Ci sono scienziati credenti, agnostici e atei. Io ho scelto di non credere ma non ho motivazioni scientifiche per la mia scelta.”

Thanksgiving (1)

Anni fa, nell’era pre-Facebook, partecipavo a un gruppo su Internet frequentato da insegnanti elementari di lingue, alcuni dei quali mettevano a disposizione dei colleghi le pagine di materiali (soprattutto immagini) che avevano preparato per le varie occasioni.

I promotori del gruppo erano colleghi “democratici”, cioè ex-comunisti. Per questo mi sembrò strano che qualcuno di loro desse rilievo alla festa di Thanksgiving – presentandola comunque come una grande abbuffata di tacchino e dolciumi ma senza accennare minimamente al significato storico e religioso della festività.

Il mio commento fu “E va bene… ringraziamo anche noi il Signore per averci preservato gli Americani.” “Ringraziamento” significa espressione di gratitudine a qualcuno per qualcosa, ma quei laicisti antiamericani censuravano alla grande il senso dell’evento.

Non era il primo caso di censura che avevo rilevato in quel gruppo. Commentando pagine di disegni per la Pasqua, senza il minimo accenno al senso della festività cristiana (né tanto meno alla Pasqua ebraica) avevo scritto: “Meno male che le galline fanno le uova e i coniglietti sono simpatici, altrimenti che motivo avremmo per fare cinque giorni di vacanza?”

Mons. Josef Motal

Il trentennale della caduta del Muro di Berlino è l’occasione per far conoscere alcuni degli episodi per me più significativi della mia vita collegati a quell’evento.

Josef Motal, nato in Cecoslovacchia il 1° marzo 1925, assieme ad altri seminaristi alla fine della II Guerra Mondiale ebbe il permesso dal regime comunista di andare in pellegrinaggio a Roma. Venne poi negato loro il permesso di rientrare in patria e quindi il 23 dicembre 1950 ricevette l’ordinazione sacerdotale a Roma. Rimase poi in Italia e io lo conobbi perché ebbe l’incarico di insegnare la lingua ceca nella mia Università.

Quando il regime “democratico” di Praga cadde, assieme alla grande statua di Stalin che dominava la città, lo vidi passare felice mentre diceva a tutti “Il mio Paese è libero, finalmente!”

Qualche tempo dopo, riuscì a tornare nella Repubblica Ceca per un breve periodo. Io lo rividi in seguito e di nuovo scambiammo alcune parole. A parte i saluti, in sostanza mi disse una sola cosa: “Hanno tolto al mio popolo la voglia di lavorare.” Il tono era triste e sconsolato.

Un regime che blocca ogni libera iniziativa, livellando tutti secondo logiche di potere non sempre comprensibili, è un regime che non incoraggia le persone a dare il meglio di sé.

Padre Motal è morto in Italia il 27 febbraio 2004.